
Il “Lambrusco Don Camillo”, classico rubino reggiano (gusto secco), il “Lambrusco Peppone”, di collina nella varietà di uvaggio “grasparossa” (gusto semi-secco) e il “Lambrusco Don Camillo e Peppone”, rosato ottenute da uve Salamino e Sorbara (gusto semi-secco),

sono i tre “tagli” più pubblicizzati dalla Casa Vinicola Bersellini. Fondata nel 1918 da Ernesto Bersellini, ha avuto grande fortuna soprattutto grazie all’amichevole concessione da parte di Guareschi all’utilizzo dei nomi dei celebri personaggi per le denominazioni dei suoi vini più quotati. L’autore ha inoltre direttamente personalizzato le etichette dei “lambruschi”.
L’etichetta più antica del “Lambrusco Don Camillo” immortala fumettato il famoso prete intento a suonare la campana, in quella del “Peppone” compare di profilo il faccione perennemente imbronciato del Sindaco, in quella del “Lambrusco Don Camillo e Peppone” si vedono insieme i volti dei due nemici/amici.
Simpatica e popolana trovata di marketing che ha dato la possibilità all’azienda di ampliare il suo mercato locale, e non solo. Ma di fronte a tale martellante commemorazione cinematografica cosa ci azzeccano Don Camillo e Peppone con i sapidi, rubini, allegramente frizzanti lambruschi emiliani? Forse il buonumore che entrambi trasmettono. E scusate se è poco…

