sabato 30 maggio 2009

Green Day: 21st century breakdown.

Nato nell’era di Nixon sono cresciuto nell’inferno
Un bambino in pieno benessere
Dove dimoravano i camionisti
L’ultimo a nascere, il primo a correre
La mia città avvolta dalla raffineria del sole

La mia generazione è zero
Non mi sono mai comportato come
Un eroe della classe popolare
Crollo del ventunesimo secolo,
Una volta mi sono perso
E non sono stato più ritrovato
Penso di star perdendo quello che mi era
Rimasto in mente della fine del ventesimo secolo

Ero fatto di veleno e sangue
La disapprovazione era tutto ciò che capivo
Dal Messico al Muro di Berlino
La sicurezza della madre patria
Potrebbe ucciderci tutti

La mia generazione è zero
Non mi sono mai comportato come
Un eroe della classe popolare
Crollo del ventunesimo secolo,
Una volta mi sono perso
E non sono stato più ritrovato
Penso di star perdendo quello che mi era
Rimasto in mente della fine del ventesimo secolo

Noi siamo le urla della classe del '13
Nati nell’era dell’umiliazione
Siamo i disperati nel declino
Risollevati dai bastardi del 1969

Il mio nome è nessuno,
Il tuo figliolo a lungo perduto
Nato il 4 di Luglio
Risollevato nei passati di eroi e fregature
Lasciato qui vivo o morto

C’è la guerra dentro la mia testa
Quelle domande su conseguenze e bugie
Mi sono rotto la schiena finchè
Non ci sono quasi rimasto morto
Quando niente è abbastanza per sopravvivere

Sono un agente, un operaio, una pedina
Con il mio debito verso lo status quo
Le cicatrici sulle mie mani
Sono i segni di una fine
Ed è tutto quello che devo mostrare

Sto chiedendo un prestito alla mia sanità
Per la redenzione della mia anima
Mentre vengo esentato da questa tragedia
E dal crollo del ventunesimo secolo

Io lodo la libertà
La libertà di obbedire
E’ una canzone che mi strangola
Beh, non attraversare il confine

Oh, sogna, America, sogna
Non riesco nemmeno più a vedere
Per colpa dei violenti temporali fino all'alba
Oh, sanguina, America, sanguina
Credi a quello che leggi
Di eroi e fregature

mercoledì 27 maggio 2009

2° LARD DAY.

Con la speranza che riscuota lo stesso successo di un anno fa. L'anno scorso eravamo in 105, quest'anno sono previste 120 persone. Novità di quest'anno? Live Jazz Music con i ragazzi che allieteranno la serata con un sottofondo musicale di grande qualità, come già anno fatto per la serata Umbra.

martedì 19 maggio 2009

I vini dell'Emilia Romagna, un universo da scoprire.


Gran galà dei vini romagnoli, lunedì 18 maggio all'Hotel Principe di Savoia a Milano, in un workshop ordinato e di classe, riservato agli operatori del settore. L'eleganza e la finezza della location milanese ha accompagnato la sfilata dei prodotti enoici dell'Emilia Romagna: lambrusco, sangiovese, albana di romagna, gutturnio, ma anche prosciutto di Parma D.O.P., Parmigiano Reggiano D.O.P., salame, coppa e pancetta piacentina D.O.P., coppia ferrarese.
Insomma, casualmente, un'altro martedì affascinatamente romagnolo.
E ora veniamo alla mia esperienza. Premetto che tutte le aziende presenti dovevano avere ottenuto negli ultimi due anni almeno due giudizi di eccellenza dalle 5 principali guide enologiche nazionali (Duemilavini Ais, Espresso, Gambero rosso, Maroni e Veronelli), quindi hanno partecipato i fiori all'occhiello del panorama produttivo emiliano e che l'incontro, organizzato dall'enoteca regionale emilia romagna in collaborazione con civiltà del bere e Slow food, prevede un secondo atto a Roma il 25 maggio.
Saltellando qua e là tra i vari stand con i miei rustici ma efficaci biglietti da visita, ho potuto conoscere i seguenti prodotti:

AZIENDA MONTE DELLE VIGNE:
  • Malvasia Colli di Parma 2008: una malvasia di Candia aromatica versione frizzante che non ha incontrato il mio gusto solo per un motivo di preferenza personale.
  • Emilia bianco "Callas" I.G.T. 2008: una malvasia di Candia aromatica versione ferma, decisamente molto più interessante della precedente.
  • Emilia rosso "Nabucco" I.G.T. 2006: curioso il blend di 30 % Merlot e 70 % Barbera invece del Sangiovese!
  • Spumante brut rosè "Rubina" 2008: Uno sharmat di 100 % barbera rosè dal colore rosa intenso, profumi accattivanti di frutta fresca e in bocca molto equilibrato.
AZIENDA MEDICI ERMETE & FIGLI:
  • Brut rosè metodo classico 2007 "Unique": lambrusco Marani 100 %.
  • Lambrusco secco reggiano "Concerto" D.O.C. 2008: lambrusco salamino 100 %.
  • "Assolo" 2008: Lambrusco salamino 45 %, Ancellotta 55 %.
  • "Granconcerto": brut metodo classico lambrusco salamino 100 %.
AZIENDA FATTORIA PARADISO:
  • Rosso Forlì I.G.T. 2006 "Barbarossa": espressione del vitigno autoctono Barbarossa.
  • "Mito" 2005: blend di Cabernet e Merlot.
  • "Vigna Lepri" 2005: Sangiovese di romagna superiore riserva: uno dei vini migliori assaggiati in questa giornata.
Alle ore 17:00 poi, grande degustazione in veranda, con i seguenti prodotti:
  1. "Unique" - Spumante brut metodo classico 2007 - Lambrusco Marani 100%. (Medici Ermete & figli)
  2. "Bollino rosso Caprari" - Reggiano D.O.C. 2007 - Lambrusco salamino e ancellotta. (Cà dei Medici)
  3. "Rosa Matilde" - Lambrusco Montericco Colli di Scandiano e di Canossa rosato D.O.C. 2008. (Puianello)
  4. "Vecchio Moro" - Lambrusco dell'Emilia D.O.C. 2008 - Lambrusco grasparossa 85%, Ancellotta 10%, Marzemino 5%. (Rinaldini-Moro)
  5. "Otello" - Nerodilambrusco I.G.T. Emilia frizzante 2008 - Lambrusco Maestri 100%. (Ceci)
  6. "Enrico Cialdini" - Lambrusco grasparossa di Castelvetro D.O.C. 2008 - Lambrusco grasparossa 100%. (Chiarli 1860)
  7. "La battagliola" - Lambrusco grasparossa di Castelvetro D.O.C. 2008 - Lambrusco grasparossa 100%. (La battagliola)
  8. "Nerodinero" - Lambrusco grasparossa di Castelvetro D.O.C. 2008 - Lambrusco grasparossa 100% (Barbolini)
  9. Gutturnio Colli piacentini vivace D.O.C. 2008 - Bonarda e barbera 50% e 50%. (Il poggiarello)
  10. "Ronco Stagnino" - Gutturnio Colli piacentini vivace classico superiore D.O.C. 2007 - bonarda e barbera. (Montesissa)
  11. "La Berta" - Sangiovese I.G.T. Rubicone 2008 - Sangiovese 100%. (La Berta)
  12. "Prugneto" - Sangiovese di Romagna D.O.C. 2007 - Sangiovese 100%. (Poderi Dal Nespoli)
  13. "La picciona" - Bonarda Colli piacentini D.O.C. 2004 - Croatina 100%. (Lusenti)
Senza dilungarsi sul giudizio di ogni singolo vino, è stato interessante mettere a confronto la varie tipologie di lambrusco nella prima parte della degustazione, dove i produttori sottolineavano il colore dei rispettivi prodotti e la ricerca del NERO. Sono stato felicemente sorpreso delle differenze tra i vari stili e timbri olfattivi e gustativi, alcuni molto vicini alle mie preferenze, altri meno, ma assolutamente validi. Nell'ultima parte della carrellata, decisamente importanti i sangiovese espressione dell'Emilia Romagna, distanti dalle caratteristiche toscane ma comunque di gran corpo e struttura, dove l'affinamento ottimale in legno arricchisce i prodotti di aromi terziari che non coprono gli altri, combinandosi in un bouquet ricco ed elegante.

sabato 16 maggio 2009

A proposito di Cocco....

Qualche giorno fa ho parlato del presenzialista Alessandro Cocco. Neanche a farlo apposta compare alla fine di questo popolarissimo e recentissimo spot in veste di arbitro!

giovedì 14 maggio 2009

Gita in Emilia, focus su aceto balsamico e culatello.


Un martedì pieno di sapore, un martedì che non si dimentica per chi ha la passione del gusto e delle tradizioni. Quando si parla per esempio di Emilia Romagna vengono alla mente moltissime tipicità: la lasagna, il lambrusco, i tortelli, ma anche aceto balsamico e culatello.
Proprio su quest'ultimi due punti è stato focalizzato il nostro ultimo martedì: visita all'acetaia "Dodi" e a "La Fattoria".
Acetaia "Dodi": in quel di Casalgrande, un'acetaia di grande pregio e tradizione. Finalmente durante questa visita ho avuto l'occasione di conoscere meglio e assaggiare i vari stadi della produzione dell'aceto balsamico TRADIZIONALE di Reggio Emilia. Quest'ultimo nettamente differente dall'aceto balsamico e questo ne giustifica un costo maggiore, anche perchè è impressionante la quantità di prodotto fermo nelle botti e non vendibile prima di 12 anni (minimo) e la severità delle commissioni di assaggio del consorzio, che tramite sedute di degustazione alla cieca di campioni, in seguito alle elaborazioni dei punteggi di degustazione, possono definitivamente giudicare idoneo o meno un aceto balsamico. Notevole comunque ne è la densità, la morbidezza e il gusto, che si distacca completamente dall'aceto balsamico tradizionale che si trova negli scaffali dei supermercati. Esiste tuttavia un'altro aceto balsamico, il "non tradizionale", quindi l'aceto balsamico di tutti i giorni, quello da mettere sulle insalate e non da meditazione (comunque di ottima fattura). Svariate poi sono i prodotti e le confezioni: ad esempio vi è una crema di aceto balsamico molto densa in una confezione topping-style, utilissimo anche per decorazioni sui piatti. In poche parole, ho scoperto che l'aceto balsamico tradizionale non è solo Modena, ma anche e soprattutto, Reggio Emilia.
Dopo una pausa-pranzo in una rustica trattoria che ci ha soddisfatti non poco tra tortelli, lambrusco e filetti (all'aceto balsamico!!!), riprendiamo il nostro viaggio verso Parma, visitando "la fattoria"
La passione e l'amore di Cristina Pongolomini per il proprio territorio, ci guidano attraverso l'azienda di famiglia, antichi produttori di Culatello e di Parmigiano Reggiano (ma non solo): finalmente ho capito da dove si ricava il culatello e di conseguenza cosa è il "Fiocco" (la parte subito dietro del prosciutto), ho capito che il fantastico "strolghino" o salame di culatello, dai profumi freschi e inconfondibili, deriva da tutto ciò che viene per così dire scartato dal culatello (che essendo fuori dalla zona di produzione del "Culatello di Zibello", lo chiamano "Re delle nebbie"). Ho compreso la difficoltà di produzione di queste prelibatezze data soprattutto dalla lavorazione delicata che si compie nel togliere l'osso centrale e da qui una certa arte nel disossare che appartiene veramente a pochi, perchè minimo dev'essere lo scarto. Ho compreso le differenze tra il culatello con cotenna e senza, il fiocco con cotenna e senza e poi il Parmigiano Reggiano.....stupendo!

giovedì 7 maggio 2009

Una pelle che profuma di...vino!!!

Ci mancava solo questa: immaginate di indossare una cintura di pelle che profuma di vino! Adesso è possibile!
Alla recente fiera Lineapelle, la più importante del settore dei pellami, una importante conceria toscana, la Valdarno International, ha lanciato quasi per scherzo questa pelle al profumo di Bacco, ma subito si sono materializzati alcuni ordini.
Ma come si ottiene? Semplice: la tamponatura si effettua con del vino (quale di preciso non si sa). Questa pratica è una rifinitura manuale della pelle che si opera con una spugna imbevuta di essenze e olii naturali, in questo modo la pelle ne assorbe gli aromi.
I vertici della Valdarno hanno confessato a "Il Tirreno" che l'idea era nata per scopi puramente commerciali, invece ha trovato subito un grande riscontro nel pubblico. Simone Ciardi, responsabile commerciale, una delle menti della creazione: "Non sapevamo se era un’iniziativa che sarebbe rimasta lì, e invece è partita bene. Come novità, ha esaltato la fantasia. Tuttavia, non si può fare una pelle secondo il gusto del richiedente, almeno per ora. Ma ha funzionato anche nell’avvicinare clienti nuovi, che poi hanno preferito il normale campionario: pelli completamente al naturale, conciate con prodotti vegetali, in maniera rispettosa dell’ambiente".
La Valdarno International è da sempre una delle aziende leader nella produzione di pelli.
Detto questo, mi piacerebbe avere un portafoglio al profumo di Barbaresco.

venerdì 1 maggio 2009

Il grande Cocco!


Oggi voglio parlare di quest'uomo. Forse a molti di voi questi baffi non dicono niente, eppure non esiste telespettatore che non l'abbia visto, spesso senza saperlo, almeno una volta in tv!
Si chiama Alessandro Cocco ed è stato inserito nel guinness dei primati per il maggior numero di apparizioni televisive (anche se in rete non ho trovato materiale che certificasse esattamente questo premio). Nella mia vita l'ho incontrato spesso: me lo ricordo ancora ospite silenzioso a una puntata di mai dire gol intorno alla metà degli anni '90, oppure come comparsa sullo sfondo di interviste durante un festival di San Remo, oppure seduto tra le prime file del pubblico al Processo di Biscardi, fino a stasera, quando l'ho visto sul bordo di una piscina durante lo show dei record (guardacaso) su canale 5.
Alessandro Cocco nasce a Valdagno, un paesino in provincia di Vicenza, dove rimane fino a 14 anni, prima dell' arrivo in Lombardia, dove oltre a lavorare in diversi settori fino a mettersi in proprio, coltiva la passione per la televisione grazie ad amici-autori da cui spesso aveva in omaggio biglietti per assistere a trasmissioni televisive, spesso in prima fila tra il pubblico, dove saltando da un canale locale all'altro, riesce addirittura a conoscere personalmente Mike Bongiorno. Cocco viene così ufficialmente presentato al pubblico come presenzialista grazie ad un' intervista del 1994 su Repubblica ad opera di un autorevole giornalista, che gli dedicò quasi una pagina intera. Tra i suoi record più importanti si pensi ai 24 festival di San Remo consecutivi a cui ha assistito in prima fila: un record di fatto mai superato da nessuno, nè da cantante nè da presentatore, nè da spettatore. Si pensi ai 7 programmi in un giorno del 1997: Unomattina, Millefoglie (tv svizzera), 4 puntate della ruota della fortuna e Canzoni sotto l'albero.
Nella notte di capodanno tra l’85 e l’86 fece quattro programmi vestito sempre uguale, ad Antenna3 andò a il Bingoo ed era registrato, poi è andato, sfruttando il dono dell’ubiquità mediatica al programma di Rete A sempre registrato, allo speciale di Rai Uno e a Bussola domani, presentata da Gianni Minà lì in diretta.

“Avevo già programmato tutto per essere presente a tutte le trasmissioni di quel capodanno” aggiunge Cocco ”Ma nel pomeriggio venne Roberto Aracanà e mi invitò a mezzanotte alla capannina di Viareggio, da dove andava in onda un programma di Gigi Sabani e così accettai l’invito, così a Mezzanotte ero vicino a Gigi Sabani e a Patti Pravo quasi contemporaneamente,siccome i 2 programmi erano a 5 kilometri l’uno dall’altro io mi sono spostato.”

Il giorno dopo se ne parlo’ tanto di questo curioso caso, i telespettatori si chiedevano se alcuni programmi fossero registrati, o se Cocco avesse dei fratelli gemellli, o addirittura se fosse stato clonato.

In rete ho addirittura scoperto che ha anche ricoperto ruoli minori in oltre 70 proiezioni tra film e spot pubblicitari:

  1. "Il giovane Mussolini": carabiniere che bloccò Antonio Banderas.
  2. "La Piovra 6": trafficante di droga.
  3. "Blu notte": guardia carceraria.
  4. "Quella fredda mattina di Maggio": giornalista.
  5. "La cura del gorilla"
Solo per citarne alcuni! Ma la cosa più strana viene da una sua intervista: ”Io la tv la guardo poco, io i programmi che guardo sono attualità TG e documentari e qualche film sui banditi. I programmi di intrattenimento non mi interessano, ci vado sì dal vivo ma non mi interessano più di tanto. Se uno mi chiede che cosa è che stato detto non so rispondere perchè sono distratto.Ci vado perchè ho molti amici ma non per il programma stesso, peccato solo che tante volte mi si accavallano gli inviti.”
Mitico.