venerdì 2 ottobre 2009

Il "fenomeno" Tavernello.


Caviro è una società di confcooperative produttrice di Tavernello, Brumale, Botte buona e Castellino, grazie a 41 cantine associate e 200 000 viticoltori in tutta Italia.
Recentemente ha presentato i conti del 2008: 180 milioni di litri prodotti, il 26% in più di export e un milione di euro di utile. E per quanto riguarda l'anno in corso, Sergio Dagnino, direttore generale della società (suddivisa nelle tre sedi di Faenza, Savignano e Forlì) prevede un aumento dell'export italiano dell'ordine del 6/7 %, confermando il trend positivo di crescita societaria degli ultimi anni. A prescindere da quello che si pensa riguardo a questi prodotti, il fenomeno "vino in cartone" fa riflettere, dato che è testimonianza di un generale aumento della domanda (si pensi per esempio al pesante crollo dell'export dello Champagne). Tra l'altro è curioso questo fatto: Castellino, nell’ambito di una degustazione presieduta da Slow Food, tra i 10 vini fermi confezionati in vetro più venduti nella grande distribuzione, è risultato il secondo vino maggiormente apprezzato tra i Bianchi ed il quarto tra i Rossi.
Caviro, sicura della qualità del prodotto, ha voluto comparare Castellino con i vini confezionati in vetro più venduti in G.D.O. (posizionati peraltro ad un prezzo mediamente molto più alto) in una degustazione cieca a cui hanno partecipato consumatori, esperti ed enologi.
 I risultati della degustazione, pubblicati sul sito slowfood.it il 22 Marzo 2008, hanno pienamente confortato le aspettative, ribadendo che Castellino ha una qualità paragonabile (e spesso superiore) a quella di blasonati vini Doc. Tra i Bianchi, Castellino è risultato il secondo in classifica, più apprezzato di DOC quali Valdadige Bianco, Marino, Frascati, Colli Albani, Castelli Romani. Discorso sostanzialmente analogo per quanto riguarda Castellino Rosso, classificatosi quarto ma spiccando comunque rispetto a referenze quali Oltrepò Pavese Barbera DOC, Barbera d’Asti DOC e Merlot delle Venezie. E se si scava ancora più indietro nel tempo, Castellino è sempre risultato tra i primissimi anche in un altra degustazione (leggere qui).
Qualcuno al posto mio direbbe:"Cin cin a Tavernello".

2 commenti:

  1. Allora vorresti dire che i vini in cartone hanno un futuro? Forse per le famiglie, ma per la ristorazione è bruttissimo presentarsi con un cartone, almeno così la vedo.
    Carissimo Ivan, devo dirti che ho letto il tuo articolo che mi hai consigliato di leggere sui cuochi, e concordo con te quello che consideri, la nuova generazione, non ha lo spirito di sacrificio. D'altra parte dovranno coltivarlo se vogliono fare il proprio lavoro, altrimenti tanti, avranno sprecato 3 o 5 anni di scuola.
    Ciao, Claudia.
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  2. ma io non ho capito, Castellino si è classificato a quei primi (o quasi) posti paragonato ad altri vini in cartone o vini da GDO di media qualità?
    Io poi sono astemia..non ne capisco praticamente niente di vini :s
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