
Un chiaro esempio di prodotto con ottimo rapporto qualità prezzo. Non posso cominciare questa "pseudo"-recensione se non con questa frase, la migliore per introdurre un vino su cui il ristorante sicuramente punterà.
E' un vino bianco ottenuto da un vitigno autoctono siciliano, il catarratto, che insieme all'insolia e al calabrese (il nero d'avola) costituiscono il podio dei vitigni siciliani che negli ultimi anni stanno guadagnando parecchi punti nel panorama enologico nazionale. Particolarmente interessante a partire dal colore (un giallo paglierino molto carico classico dei bianchi del sud) e dal naso, dove si presenta pulito, fruttato e ricco di aromi terziari, infatti l'affinamento avviene per il 50% in barrique e per il 50% in acciaio per 12 mesi. In bocca rivela una struttura importante, i 13 gradi si sentono eccome, ananas e mela cotta sono riconoscibilissimi, ma su tutti prevalgono gli aromi conferiti dal legno, equilibrati, persistenti ma soprattutto nell'insieme non rendono il prodotto stucchevole, un principio che personalmente ritengo molto importante e che purtroppo mi capita spesso di trovare nei bianchi invecchiati e nei passiti. In poche parole è un vino che non stanca anche perchè l'acidità non eccede e la persistenza è lunga.
Ottimo sarebbe attorno ai 6 - 8 °C, mai freddo! Abbinamenti? Direi ovviamente pesce, soprattutto primi piatti di pasta e risotti a base di pesce.
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