
E' arrivato il momento di parlare del "mio" settimo Vinitaly, per la prima volta svoltosi in due giornate (giovedì e venerdì scorso).
Perchè dico "mio"? Perchè è molto particolare, dato che è innanzitutto un punto di ritrovo per molti miei amici enologi che molto difficilmente ho occasione di vedere durante l'anno, poi è anche l'occasione per appuntamenti con i rappresentanti: gli storici con cui il ristorante lavora già da qualche anno e soprattutto i nuovi, i quali hanno l'occasione di farmi assaggiare le loro proposte subito così che siano i prodotti a parlare, al di là di volantini e presentazioni formali a cui mi hanno abituato tutto l'anno.
Quindi, oltre agli amici di sempre (Andrea Menegotti, Andrea Costa, Marco Grassi solo per citarne alcuni), quest'anno il vinitaly si è rivelato impegnativo ed interessantissimo. Ho avuto modo di avvicinarmi di più a tante cantine con cui lavoravo da un annetto e che hanno rappresentato per me quelle che definisco le mie "conferme": Sgubin, Montresor (insieme al suo gruppo di cantine in tutta italia, le "Grandi firme"), Chiarli, Da vinci, e altre.
Allo stesso tempo, ci sono state tante grandi scoperte, ma una particolare mi ha colpito: l'azienda Attilio Ghisolfi a Monforte d'Alba, Piemonte. Nello specifico mi ha sorpreso la sua Barbera d'Alba "Vigna Lisi", nata dalla volontà di non produrre per scelta una barbera d'Alba superiore, bensì di vinificare separatamente le uve Barbera provenienti dalle vigne più vecchie (utilizzando tra l'altro in fermentazione i lieviti indigeni) in modo da produrre un vino di grande eleganza, personalità, dai profumi molto caldi e intensi di frutta sotto spirito, i quali si legano armonicamente con le sfumature date dall'affinamento in barriques. Si distingue quindi dall'altra Barbera da lui prodotta, "Maggiora", ottenuto dai vigneti di barbera più recenti, ma che comunque, non si allontana dallo stile del primo ed è proprio questo il punto interessante, nonostante la differenza si noti, sopratutto riguardo la persistenza olfattiva e la struttura. Questi sono i due vini di Ghisolfi che mi hanno stupito di più e che ho descritto per primi ma ce n'è un suo terzo, assaggiato per primo per seguire l'ordine dei prodotti, che lui stesso definisce un esperimento: Langhe rosso "Pinay", 100 % Pinot Nero! Da qui s'intende la grande voglia di stravolgere i canoni delle Langhe, nel produrre un rosso (LANGHE D.O.C. appunto) ottenuto esclusivamente da uve Pinot nero. Niente nebbiolo, niente merlot, bensì Pinot nero in purezza. Il risultato non è da giudicare in confronto ai Pinot nero altoatesini ovviamente, ma l'esperimento risulta a mio parere decisamente interessante proprio perchè si può apprezzare l'evoluzione delle caratteristiche di questo vitigno in una zona non propriamente vocata per la sua massima espressione. Dunque è molto curioso per tutti quelli che amano e conoscono il Pinot nero.
Tante altre sono state le belle scoperte di questo vinitaly che citerò qui di seguito e che non sono meno importanti dell'eccezionale cantina di cui ho dovuto parlare un po' di più (proprio perchè mi ha sorpreso inaspettatamente):
- I.G.T. Maremma Toscana 2007 (Malvasia 80% - Vermentino 20%) Montauto
- I.G.T. Marche rosso "Antheo" Accattoli
- D.O.C. Trentino "Selezione Pragiara" e "Selezione Husar" De Tarczal
- Franciacorta brut millesimato "Electo" Majolini
- D.O.C. Collio bianco "Klin" e D.O.C. Collio Friulano "Belvedere" Primosic
- Pineau de Charentes millesimato, ottenuto con l'assemblaggio di succo d'uva parzialmente fermentato 100% Colombard e cognac ottenuto dalla distillazione di vino di Ugni Blanc dell'anno precedente, insomma una roba fuori di testa!!! Vigneron Distillateur Claude Thorin
See you next year.
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