sabato 24 dicembre 2011

Buon Natale.

Nell'augurare buon natale a qualsivoglia avventore del mio blog, allego la foto dell'albero di Natale che ho fatto io, come non lo facevo da un paio d'anni, proprio perchè non piace a nessuno!
E buon Natale!

martedì 20 dicembre 2011

La dieta Dukan


Domenica sera una cliente mi ha fatto una richiesta particolare: della carne abbondante completamente scondita, senza olio, senza condimenti, ma soprattutto senza contorno nè verdure. Motivo? Stava seguendo la dieta di Dukan.
Premettendo che sono sempre rimasto dell'idea che una sera al ristorante mangiando quello che si vuole non rovina nessuna dieta, se rimane una eccezione, la richiesta mi è rimasta particolarmente impressa e non ho saputo resistere alla tentazione di saperne qualcosa in più e mi son messo subito all'opera. Pensavo fosse un metodo nutrizionale poco conosciuto, invece sembra che questa dieta sia stata seguita da vips del calibro di jennifer Lopez.
Riprendo il testo di benessereblog.it che ne ha parlato dettagliatamente e che ha portato quella ragazza a farmi la strana richiesta:

"La dieta Dukan prevede quattro fasi, oltre alla necessità di bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno.
1. La prima viene definita “di attacco”. Da 3 a 10 giorni a seconda del peso che si vuole perdere nei quali si possono mangiare esclusivamente alimenti altamente proteici (carne rossa e bianca, pollame, prosciutto sgrassato, uova, pesce, crostacei, latte magro, ecc.). Non ci sono restrizioni né sulla quantità né sulle combinazioni né sugli orari. Una pacchia per i carnivori.
2. La seconda fase è definita “di crociera”. Agli alimenti consentiti nel primo periodo si possono aggiungere alcuni tipi di verdure e legumi come pomodori, cetrioli, ravanelli, asparagi, spinaci, porri, insalate, fagioli, cavoli e funghi. Durante questo periodo si raggiungerà il peso forma.
3. La terza fase è la più importante, chiamata “di consolidamento” e che ha lo scopo di evitare l’effetto yo-yo con il recupero veloce di chili persi. Dovrà durare un numero di giorni pari al peso perso moltiplicato per 10. In questo periodo si potranno aggiungere degli amidi ma soltanto due volte a settimana e della frutta. Sono inoltre concessi due pasti “di gala” a settimana, evitando gli eccessi si possono ricominciare a mangiare gli alimenti fino ad ora vietati.
4. Ultima fase è quella “di stabilizzazione”. Si torna ad un regime alimentare normale, mantenendo un giorno della settimana nel quale consumare soltanto le proteine che erano consentite nella fase d’attacco."

Ho letto che è una dieta molto criticata in quanto squilibrata e iper proteica, io non posso giudicare nulla, ma sono convinto che la ricetta giusta per una persona che vuol perdere peso sia la corretta alimentazione abbinata a una costante attività fisica.
E se una sera si va al ristorante non è la morte di nessuno!
Dimenticavo: questo è il professor Dukan, ed è un grande perché usa un Mac come il mio.



Pubblicato tramite DraftCraft app

mercoledì 14 dicembre 2011

Rigore, crescita, equità




E' da molto tempo che non scrivo, finalmente riesco a farlo. Tra l'altro direttamente da iPad!!! He si, da ottobre non ho saputo resistere e mi sono ricomprato iphone e ipad, ma passando rispettivamente a un 4 e al 2 (i modelli più recenti). Non so ancora come uscira la formattazione di questo post, dato che sto utilizzando una nuovissima app chiamata DraftCraft, un gestore testi multiblog......ma mi sa che non posso inserire weblink, boh...
E' successo molto negli ultimi tempi: è cambiato il governo, è aumentata l'Iva, l'Italia è ufficialmente in recessione, nel nostro vocabolario è entrato lo "spread", il gasolio costa come la benzina e la manovra salva-Italia non risparmia nessuno. Staremo a vedere, sono sempre più preso al ristorante che non ho tempo di fermarmi e pensare, arrivano le feste e il Natale. La cosa che più mi infastidisce in questo periodo è lo "stress da recensione" su tripadvisor.it, in quanto veniamo recensiti molto spesso dai clienti soprattutto occasionali e si ha sempre paura di sbagliare su qualcosa. Anche se, devo dire, non mancano recensioni false scritte dalla concorrenza su cui il sito dovrebbe vigilare meglio, ma ci sarà tempo per rifarsi: l'idea di essere scomodi a qualcuno conserva un certo fascino nel lavoro quotidiano, è una sana competizione che talvolta ahimè sfocia in queste scorrettezze che lasciano il tempo che trovano.
Dimenticavo, ho rifatto i famosi esami del sangue...tutto ok, trigliceridi e uricemia a posto, c'è solo il colesterolo che mi minaccia ma con l'anno nuovo verrà severamente represso come quest'estate ho fatto con altri parametri.
Ora vediamo come esce questo post fatto da iPad.
A presto...

Pubblicato tramite DraftCraft app

martedì 11 ottobre 2011

Se Steve fosse nato in provincia di Napoli.

Difficilmente pubblico sul mio blog qualcosa di non autentico, ma riguardo la morte di Steve Jobs, ho letto un post del blog di Antonio Menna che mi è piaciuto tantissimo perchè stracolmo di realismo. Lo pubblico così, intero come è stato scritto da lui, che ringrazio pubblicamente perchè mi ha permesso di riportarlo nel mio blog. 
E' tutto incentrato sugli inizi della Apple, quando Steve Jobs e Steve Wozniak negli anni '70 costruirono letteralmente i primi computer in un garage e da li cominciarono ad esapndersi. Antonio Menna riporta questa situazione nei giorni nostri, in un paesino qualsiasi in provincia di Napoli...il resto scopritelo voi, è da leggere tutto d'un fiato.
Grazie ancora Antonio Menna.

"Steve Jobs è cresciuto a Mountain View, nella contea di Santa Clara, in California. Qui,  con il suo amico Steve Wozniak, fonda la Apple Computer, il primo aprile del 1976. Per finanziarsi, Jobs vende il suo pulmino Volkswagen, e Wozniak la propria calcolatrice. La prima sede della nuova società fu il garage dei genitori: qui lavorarono al loro primo computer, l’Apple I. Ne vendono qualcuno, sulla carta, solo sulla base dell’idea, ai membri dell’Homebrew Computer Club. Con l’impegno d’acquisto, ottengono credito dai fornitori e assemblano i computer, che consegnano in tempo. Successivamente portano l’idea ad un industriale, Mike Markkula, che versa, senza garanzie, nelle casse della società la somma di 250.000 dollari, ottenendo in cambio un terzo di Apple. Con quei soldi Jobs e Wozniak lanciano il prodotto. Le vendite toccano il milione di dollari. Quattro anni dopo, la Apple si quota in Borsa.
Mettiamo che Steve Jobs sia nato in provincia di Napoli. Si chiama Stefano Lavori. Non va all’università, è uno smanettone. Ha un amico che si chiama Stefano Vozzini. Sono due appassionati di tecnologia, qualcuno li chiama ricchioni perchè stanno sempre insieme. I due hanno una idea. Un computer innovativo. Ma non hanno i soldi per comprare i pezzi e assemblarlo. Si mettono nel garage e pensano a come fare. Stefano Lavori dice: proviamo a venderli senza averli ancora prodotti. Con quegli ordini compriamo i pezzi.
Mettono un annuncio, attaccano i volantini, cercano acquirenti. Nessuno si fa vivo. Bussano alle imprese: “volete sperimentare un nuovo computer?”. Qualcuno è interessato: “portamelo, ti pago a novanta giorni”. “Veramente non ce l’abbiamo ancora, avremmo bisogno di un vostro ordine scritto”. Gli fanno un ordine su carta non intestata. Non si può mai sapere. Con quell’ordine, i due vanno a comprare i pezzi, voglio darli come garanzia per avere credito. I negozianti li buttano fuori. “Senza soldi non si cantano messe”. Che fare? Vendiamoci il motorino. Con quei soldi riescono ad assemblare il primo computer, fanno una sola consegna, guadagnano qualcosa. Ne fanno un altro. La cosa sembra andare.
Ma per decollare ci vuole un capitale maggiore. “Chiediamo un prestito”. Vanno in banca. “Mandatemi i vostri genitori, non facciamo credito a chi non ha niente”, gli dice il direttore della filiale. I due tornano nel garage. Come fare? Mentre ci pensano bussano alla porta. Sono i vigili urbani. “Ci hanno detto che qui state facendo un’attività commerciale. Possiamo vedere i documenti?”. “Che documenti? Stiamo solo sperimentando”. “Ci risulta che avete venduto dei computer”.
I vigili sono stati chiamati da un negozio che sta di fronte. I ragazzi non hanno documenti, il garage non è a norma, non c’è impianto elettrico salvavita, non ci sono bagni, l’attività non ha partita Iva. Il verbale è salato. Ma se tirano fuori qualche soldo di mazzetta, si appara tutto. Gli danno il primo guadagno e apparano.
Ma il giorno dopo arriva la Finanza. Devono apparare pure la Finanza. E poi l’ispettorato del Lavoro. E l’ufficio Igiene. Il gruzzolo iniziale è volato via. Se ne sono andati i primi guadagni. Intanto l’idea sta lì. I primi acquirenti chiamano entusiasti, il computer va alla grande. Bisogna farne altri, a qualunque costo. Ma dove prendere i soldi?
Ci sono i fondi europei, gli incentivi all’autoimpresa. C’è un commercialista a Napoli che sa fare benissimo queste pratiche. “State a posto, avete una idea bellissima. Sicuro possiamo avere un finanziamento a fondo perduto almeno di 100mila euro”. I due ragazzi pensano che è fatta. “Ma i soldi vi arrivano a rendicontazione, dovete prima sostenere le spese. Attrezzate il laboratorio, partire con le attività, e poi avrete i rimborsi. E comunque solo per fare la domanda dobbiamo aprire la partita Iva, registrare lo statuto dal notaio, aprire le posizioni previdenziali, aprire una pratica dal fiscalista, i libri contabili da vidimare, un conto corrente bancario, che a voi non aprono, lo dovete intestare a un vostro genitore. Mettetelo in società con voi. Poi qualcosa per la pratica, il mio onorario. E poi ci vuole qualcosa di soldi per oliare il meccanismo alla regione. C’è un amico a cui dobbiamo fare un regalo sennò il finanziamento ve lo scordate”. “Ma noi questi soldi non ce li abbiamo”. “Nemmeno qualcosa per la pratica? E dove vi avviate?”.
I due ragazzi decidono di chiedere aiuto ai genitori. Vendono l’altro motorino, una collezione di fumetti. Mettono insieme qualcosa. Fanno i documenti, hanno partita iva, posizione Inps, libri contabili, conto corrente bancario. Sono una società. Hanno costi fissi. Il commercialista da pagare. La sede sociale è nel garage, non è a norma, se arrivano di nuovo i vigili, o la finanza, o l’Inps, o l’ispettorato del lavoro, o l’ufficio tecnico del Comune, o i vigili sanitari, sono altri soldi. Evitano di mettere l’insegna fuori della porta per non dare nell’occhio. All’interno del garage lavorano duro: assemblano i computer con pezzi di fortuna, un po’ comprati usati un po’ a credito. Fanno dieci computer nuovi, riescono a venderli. La cosa sembra poter andare.
Ma un giorno bussano al garage. E’ la camorra. Sappiamo che state guadagnando, dovete fare un regalo ai ragazzi che stanno in galera. “Come sarebbe?”. “Pagate, è meglio per voi”.
Se pagano, finiscono i soldi e chiudono. Se non pagano, gli fanno saltare in aria il garage. Se vanno alla polizia e li denunciano, se ne devono solo andare perchè hanno finito di campare. Se non li denunciano e scoprono la cosa, vanno in galera pure loro.
Pagano. Ma non hanno più i soldi per continuare le attività. Il finanziamento dalla Regione non arriva, i libri contabili costano, bisogna versare l’Iva, pagare le tasse su quello che hanno venduto, il commercialista preme, i pezzi sono finiti, assemblare computer in questo modo diventa impossibile, il padre di Stefano Lavori lo prende da parte e gli dice “guagliò, libera questo garage, ci fittiamo i posti auto, che è meglio”.
I due ragazzi si guardano e decidono di chiudere il loro sogno nel cassetto. Diventano garagisti.
La Apple in provincia di Napoli non sarebbe nata, perchè saremo pure affamati e folli, ma se nasci nel posto sbagliato rimani con la fame e la pazzia, e niente più."